Dott.ssa Balanzoni: Il tampone nei bambini può portare a encefalite e meningite. Il consenso informato “deve essere attuale”
Novembre 4, 2020 5543 Visualizzazioni

Dott.ssa Balanzoni: Il tampone nei bambini può portare a encefalite e meningite. Il consenso informato “deve essere attuale”

La dott.ssa Barbara Balanzoni, che fu una delle prime in assoluto a dire cosa stesse accadendo a marzo e aprile nelle terapie intensive italiane, facendo video e spiegando dettagliatamente tutto, avvisa ancora una volta le mamme ed i papà, questa volta parlando sia del tampone e dei rischi per la salute e l’incolumità dei bambini, sia del consenso informato che sta circolando nelle scuole italiane.

La specialista in anestesia e rianimazione, laureata anche in giurisprudenza, si occupa anche di medicina legale della responsabilità medica penale e civile, ha annunciato ai genitori di non firmare “l’autorizzazione preventiva al tampone” che è stata consegnata nelle scuole.

Perché non va firmata autorizzazione preventiva a tampone ai bambini Perché oltre a essere un consenso invalido non sta in piedi la motivazione

Format consenso informato preventivo per l’effettuazione del test di screening per Sars-Cov-2 a scuola

Perché non va firmato il consenso informato a scuola

“Il consenso è un atto medico e non può essere distribuito come un volantino! Va acquisito da un medico e da nessun altro. Ma…Ecco qui la novità: I consensi informati (non informati) firmati in bianco dai genitori, preventivi rispetto a un eventuale futuro tampone fatto da chi non si sa (operatorio sanitario che vuol dire?) in caso qualcuno decida di farlo fare nelle scuole. Ma siete impazziti?”, è quanto scrive nel suo post l’anestesista, ricordando anche in video e chiarendo alcuni punti determinanti, sia legali che medici e preventivi.

Il titolo del video che pubblica sui suoi canali social la dott.ssa Balanzoni é: “Perché non va firmata autorizzazione preventiva a tampone ai bambini? Perché oltre a essere un consenso invalido non sta in piedi la motivazione“.

L’anestesista parla da consulente tecnico legale e specifica quanto segue: “Vi spiego perché non va firmato il consenso preventivo da parte del genitore che autorizza la scuola ad effettuare eventualmente un tampone, qualora l’ASL dovesse decidesse che lo deve fare, perché un consenso così non può essere che invalido e viola anche le disposizioni in materia di consenso informato. Il consenso informato può essere acquisito soltanto da un medico, quindi é un atto medico non delegabile. Significa che nessuno, a parte il medico, dopo avere dato un opportuna informazione” può farlo.

Poi ricorda alle mamme che questo modulo che stanno consegnando nelle scuole non può essere trasmesso così su un foglio di carta, che la dott.ssa commenta “come il foglietto della domenica in chiesa”, perché ci dev’essere un medico che spiega ed acquisisce questo consenso”. Anche perché specifica la Balanzoni che “o serve il consenso oppure non serve il consenso e dunque é un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) “. Ma “il tampone su un bambino non può essere qualificato come TSO altrimenti non ci vorrebbe il consenso del genitore”.

Il consenso può essere revocabile

“Il consenso deve essere attuale non posso autorizzare un anestesista a farmi un’anestesia qualora qualcuno decida che io debba essere operata”, afferma la specialista.

La dott.ssa poi pone l’accento sull’autodeterminazione del soggetto e dice che “il consenso deve essere attuale quindi in un regime temporale che possa essere definito attuale rispetto alla procedura”, aggiunge inoltre che “il consenso come può essere dato, così può essere revocato, e non esiste consenso informato che non può essere revocato, perché se non può essere revocato allora é un atto obbligatorio e quindi un TSO”.

Rischi del tampone sui bambini

Barbara Balanzoni, parla da consulente tecnico legale e spiega sui rischi dell’effettuazione del tampone sui bambini, aggiungendo in maniera forte e decisa che il personale sanitario va distinto: il medico specialista, dal medico generico e dall’infermiere. “Si tratta di bambini con strutture ossee e faciali che non sono quelle di un adulto quindi pretenderei la decenza di mettere un pediatra o un otorino che lavora in otorinolarigoiatria pediatrica, per evitare di sfondare e di fare lesioni cerebrali“.

Afferma ancora che “il tampone é una procedura che per la sede anatomica é molto delicata e può diventare pericolosa perché se eseguito male può portare ad encefaliti a meningiti” e ad altre problematiche…Chi ha detto che un infermiere può eseguire i tamponi? Io, personalmente, un tampone me lo faccio fare solo da un otorino”.

 

 

 

 

 

 

 

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