Ecco il test sulle mascherine. K-Tipp: “sono piene di batteri e funghi”
Settembre 21, 2020 18115 Visualizzazioni

Ecco il test sulle mascherine. K-Tipp: “sono piene di batteri e funghi”

La rivista dei consumatori “K-Tipp” ha testato in laboratorio le mascherine di 20 pendolari dei trasporti pubblici di Zurigo, il risultato é a dir poco sconvolgente.

Zurigo nel centro della città di Bellevue e alla stazione ferroviaria di Stadelhofen, cittadini camminano ignari con le loro maschere monouso, senza sapere che di lì a poco nelle loro mascherine verranno trovati batteri e muffe.

K-Tipp spiega che i pendolari le hanno tenute anche per diversi giorni (essendo obbligatorie nei trasporti pubblici). Spiega inoltre che le mascherine agiscono come filtri, mentre l’aria che respiriamo scorre attraverso le fibre del tessuto i batteri e funghi si bloccano, di conseguenza si moltiplicano rapidamente in un ambiente caldo e umido con maschera.

I test di K-Tipp, come riportato direttamente dal loro portale web: “mostrano che la maggior parte dei pendolari indossa la maschera per diversi giorni o addirittura settimane. Molti dicono di non voler produrre rifiuti inutili. Un atteggiamento fatale, perché 11 delle 20 maschere testate contenevano più di 100.000 colonie batteriche” e 3 di queste più di 1 milione.

k tipp test masken Zurich

Ma su 14 delle 20 maschere i microbiologi hanno trovato anche stafilococchi, cioé i batteri che possono causare polmonite e infezioni cerebrali. Su 15 delle 20 maschere testate”K-Tip” ha trovato anche muffe e lievito, queste ultime possono portare a irritazioni delle vie respiratorie e degli occhi.

Viene dunque consigliato di seguire le indicazioni dell’UFSP svizzero (ufficio federale della sanità pubblica) e di sostituire le maschere non appena si inumidiscono.

Ma se vogliamo invece parlare dell’efficacia delle mascherine?

Riportiamo uno stralcio dell’articolo apparso su ‘Le Scienze’, di Lynne Peeples , dal nome ‘Mascherine si o no? Cosa dicono i dati’: “In sé, il virus ha un diametro di soli 0,1 μm. Ma dato che i virus non si allontanano dal corpo da soli, non è necessario che la mascherina blocchi particelle tanto piccole perché sia efficace: quello che conta sono le goccioline e gli aerosol che trasportano i patogeni, il cui diametro va circa 0,2 a qualche centinaio di micrometri. (Un capello umano, in media, è spesso circa 80 μm.) La maggior parte ha un diametro compreso tra 1 e 10 μm, e può restare in aria per parecchio tempo, dice Jose-Luis Jimenez, chimico ambientale all’Università del Colorado a Boulder. “È qui che succedono le cose.”

foto della Duke health University Carolina del Nord

Foto della Duke Health University, Carolina del Nord

La mascherina standard in uso nei reparti sanitari è il tipo N95, che è stata progettata per proteggere chi la indossa filtrando il 95 per cento delle particelle di diametro pari o superiore a 0,3 micrometri (μm) in sospensione nell’aria. Quando l’epidemia si è estesa, le forniture di queste mascherine si sono rapidamente rivelate insufficienti. Questo ha posto una questione che continua a sollevare polemiche: è il caso che la gente si prenda la briga di indossare mascherine chirurgiche o di stoffa? E se sì, in quali situazioni? “Queste sono cose che normalmente arriviamo a definire con le sperimentazioni cliniche”, dice Kate Grabowski, epidemiologa delle malattie infettive alla Johns Hopkins School of Medicine di Baltimora. “Ma non c’è stato il tempo di farlo”.

 

 

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