Il tennis cambia pelle
Dicembre 29, 2019 239 Visualizzazioni

Il tennis cambia pelle

C’erano una volta gli specialisti, ovvero giocatori che in virtù di determinate caratteristiche tecniche e fisiche, e su determinati terreni di gioco, avevano un rendimento superiore alla media, ma oggi il tennis cambia pelle.

Un esempio di quello che stiamo scrivendo è Rafa Nadal nuovo re della terra rossa, che é diventato quasi imbattibile su quel terreno di gioco.

Un esempio del recente passato ancora più calzante, in quanto Nadal ha poi vinto su tutte le superfici, é l’ex numero 1 del mondo Thomas Muster.

Muster era infatti soprannominato “The King of Clay”.

Altri esempi di giocatori con caratteristiche specifiche, in questo caso per le superfici veloci, sono:

  • Stefan Edberg, ex numero 1 del mondo, vincitore di 6 slam.
  • Patrick Rafter, anche lui ex numero 1 del mondo, vincitore di 2 Us Open e finalista due anni consecutivi a Wimbledon.
  • Goran Ivanišević, ex numero 2 del mondo, vincitore di Wimbledon 2001.
  • Pete Sampras, ex numero 1 del mondo e primo assoluto a superare il tetto degli 11 slam (si fermerà a 14),
  • Boris Becker, ex numero 1 del mondo, vincitore di 6 slam.

Alcune evoluzioni

Thomas Muster vincitore al Roland Garros del 1995

Con il passar del tempo, però, ci sono state diverse evoluzioni:

  • per ciò che concerne la conformazione tecnica dei terreni di gioco,
  • per la tecnologia adottata per la produzione dei nuovi telai,
  • per le nuove tipologie di corde,
  • per il modo di prepararsi atleticamente.

I nuovi campi di Wimbledon, ad esempio, sono composti oggi da un tipo di erba particolare che ha agevolato e non poco il gioco dei contrattaccanti da fondocampo.

Ricordiamoci la vittoria di Lleyton Hewitt a Wimbledon nel 2002 e portiamo come esempio proprio questo grande torneo internazionale.

L’esempio di Wimbledon

Il tennis cambia pelle

Ivanisevic vinse l’edizione di Wimbledon 2001 entrando in tabellone da wild-card. Già finalista per 3 volte: 1992, 1994, 1998.

Il capo giardiniere responsabile dell’erba di Wimbledon è Mr. Seaward, soprannominato The Grass Whisperer, ed é quello che conosce tutto, ma proprio tutto delle superfici dei campi di WIMBLEDON.

Nel 2001 a Wimbledon si cambiò il modo di fare i prati.

L’erba più famosa del mondo per anni infatti è stata composta in una mistura fatta:

  • dal 70% di Lorrina Perennial Ryegrass (loietto perenne) e
  • dal 30% di Barcrown Creeping Red Fescue (festuca perenne).

Questa tipologia di mix forniva un manto soffice e di conseguenza un rimbalzo meno regolare ed affidabile.

Questa struttura ha favorito senza dubbio gli attaccanti ed i giocatori serve & volley, ovviamente a discapito dei contrattaccanti da fondo e dei regolaristi.

Il Perennial Ryegrass (loietto inglese)

Ma é il Perennial Ryegrass (loietto inglese) a cambiare per sempre il modo di vedere giocare il torneo più importante del mondo.

Il loietto inglese tagliato a 8 millimetri su un fondo decisamente più compattato, ha fatto sì che cambiassero anche i nomi dei vincitori di WIMBLEDON.

Questo cambiamento ha aperto di fatto le percentuali di vittoria anche ai giocatori con altre caratteristiche di gioco.

Le palline infatti hanno un rimbalzo molto più alto, regolare e prevedibile, e la prova di quello che stiamo dicendo é proprio la vittoria di Lleyton Hewitt nel 2002.

Un ulteriore prova di ciò é che nel 2001, anno precedente al cambio, arrivarono in finale invece proprio due giocatori da superfici rapide:

  • Goran Ivanišević vinse proprio con uno degli ultimi specialisti assoluti nel serve & volley della storia del tennis mondiale: Pat Rafter.

Foto raccolte da:

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