Muoversi a scuola
2 Dicembre, 2019 4363 Visualizzazioni

Muoversi a scuola

Aleta Margolis è la fondatrice del Center for inspired teaching di Washington, organizzazione no-profit che si occupa, tra le tante cose, di educazione, e mentre noi restiamo affascinati da questa didattica così lontana dalla nostra, vediamo cosa intendiamo con il nostro muoversi a scuola.

Il Centro della Margolis diffonde l’idea e il messaggio che anche attraverso l’apprendimento motorio è possibile trovare altre forme d’insegnamento, e che grazie a questo può nascere una nuova forma d’interazione insegnante-allievo, sempre all’interno delle mura scolastiche.

Riportiamo brevemente il pensiero e la mission della direttrice esecutiva del Center for Inspired Teaching di Washington: “L’istruzione impegna gli studenti intellettualmente, emotivamente e fisicamente.

Abbiamo percorso una lunga strada per comprendere al meglio come sviluppare le giovani menti.

Eppure, nonostante la ricerca che dimostra i benefici duraturi del gioco, ancora troppe nostre aule rimangono luoghi silenziosi, prive di qualsiasi elemento di motricità fisica”.

Movimento = apprendimento

Aleta Margolis founder Center for inspired teaching di Washington.

La sig.ra Aleta parla anche di movimento legato all’apprendimento, di come possa essere fondamentale integrare fasi di movimento fisico alle lezioni scolastiche per favorire l’apprendimento cognitivo: “Il tempo per giocare liberamente costruisce i sistemi di bilanciamento dei ragazzi.

Ma abbiamo anche bisogno di sottolineare il ruolo importante che il movimento fisico può e deve svolgere all’interno della classe.

Impariamo a creare lezioni in cui gli studenti usano i loro corpi per esplorare i concetti matematici e di alfabetizzazione, i loro cervelli saranno più stimolati all’apprendimento”.

Ma come é possibile legare l’apprendimento in classe al movimento?

La Margolis nelle interviste rilasciate è molto chiara: “Immaginiamo che un insegnante, dopo una serie di esercizi ginnici, chieda ai suoi studenti di misurare le pulsazioni e il respiro e quindi di creare grafici per visualizzare questi risultati.

Oppure che un altro insegnante disegni una grande mappa della città in cui vivono i ragazzi con del nastro adesivo sul pavimento della classe, e chieda poi agli studenti di tracciare la geografia della città a piedi da e verso i siti storici più importanti”.

Costruire risolutori esperti di problemi, inventori e creatori

Ma senza insegnanti convinti e consapevoli delle potenzialità di questi mezzi non si può certamente affrontare questa tipologia di progettazione di attività.

Sosteniamo che insegnare all’insegnante sia possibile.

Che si necessiti soltanto di buona volontà e voglia di rimettersi in gioco, ma anche di acquisire una nuova consapevolezza.

Quindi attraverso la pratica, la didattica, la ricerca, la pianificazione, ma anche la sperimentazione e soprattutto curiosità verso le forme di apprendimento motorio che impegnano il sistema cognitivo.

Chiudiamo con un’altra frase della direttrice esecutiva del Center for Inspired Teaching di Washington: “La formazione degli insegnanti è difficile e altrettanto difficile da insegnare con questa modalità.

Ma ne vale la pena perché l’istruzione di livello superiore…eleva le aule da luoghi statici ad ambienti di apprendimento vivaci che costruiscono risolutori esperti di problemi, inventori e creatori. 

Perché la scuola sia un luogo in cui i talenti di giovani siano coltivati piuttosto che estinte, abbiamo bisogno di dare agli studenti la libertà e la responsabilità ad interagire fisicamente con il mondo che li circonda”.

Philosophy & Teaching Approach su inspiredteaching.org

Foto raccolte da:

 

 

 

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