Napoli canta il grido della libertà e chiama le altre città d’Italia
Ottobre 27, 2020 116 Visualizzazioni

Napoli canta il grido della libertà e chiama le altre città d’Italia

Dopo l’ultimo DPCM del Governo Conte, che ha seguito l’ordinanza del Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, le persone si sono riversate in strada per protestare.

Lo hanno fatto in diverse zone della città e per diversi giorni, e sembra che continueranno.

Napoli prima città a ribellarsi pacificamente, seppur non sono mancati scontri dai quali noi prendiamo le distanze, ha spronato però le altre città d’Italia, che hanno fatto altrettanto.

Ma ogni parola sarebbe superflua. Alla fine dalle bocche delle persone presenti in piazza Plebiscito, che riscaldavano la notte di ieri, esce fuori una sola ed unica parola, al grido di: “LIBERTÀ“.

Eppure per molti è ancora difficile rendersi edotti dal fatto che la mortalità del periodo clou dell’epidemia (fonte dott. Stefano Scoglio) è quasi la stessa del 2019. Si perché nel 2019, per i giorni analizzati nel report dello scienziato, fu l’1,5% in meno rispetto al 2020.

Peggio ancora se riportiamo la mortalità dello stesso periodo del 2017, perché fu addirittura il 6% in più dello stesso periodo di questo 2020.

Alleghiamo uno stralcio della nota di Scoglio “ISTAT e media nazionali e le fake news dell’aumento di mortalità nazionale. Il Rapporto della mortalità 20-2/31-3 2020 dell’ISTAT“:

“Dunque, il totale dei morti in Italia per il primo trimestre 2020 è pari a circa 188.684.

E nello stesso periodo degli anni precedenti?

Secondo dati ISTAT questi sono i numeri per i primi trimestri dei 5 anni precedenti:

2019 – 185.967
2018 – 184.991
2017 – 192.045
2016 – 166.965
2015 – 188.072

Come si vede, il numero dei morti nei primi 3 mesi del 2020 è sostanzialmente
identico a quello del 2015, ed è addirittura inferiore a quelli del primo
trimestre 2017! Quindi, i morti del primo trimestre 2020 sono assolutamente entro le normali variazione annuali, non c’è nessuna mortalità pandemica!”

Cenni storici di alcune delle più importanti proteste partenopee

Tommaso Aniello, meglio conosciuto come ‘Masaniello’, dal 7 al 16 luglio 1647, contribuì da capo popolo qual’era, all’attivazione della protesta di Napoli. Fu proprio il pescivendolo amalfitano a guidare la popolazione della città ad insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.

Ma la città ‘partenopea’ fu anche il luogo delle ‘quattro giornate di Napoli’, da non dimenticare. Tra il 27 e il 30 settembre 1943, infatti, nel corso della seconda guerra mondiale, i civili, insieme al supporto di militari fedeli al Regno del Sud, riuscirono a liberare la città di Napoli dall’occupazione delle forze della Wehrmacht. Le forze Alleate trovarono al loro arrivo, il 1 ottobre 1943, una città già libera dall’occupazione tedesca. Alla città fu conferita la medaglia d’oro al valor militare.

 

Video raccolto da Emilio Coppola

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