Perché gli attori sono atleti della recitazione
7 Ottobre, 2019 178 Visualizzazioni

Perché gli attori sono atleti della recitazione

Se pensiamo al lavoro fisico al quale si sottopone volontariamente un attore, per interpretare un film, oppure una rappresentazione teatrale, o addirittura un musical, ci appassioniamo al punto tale da considerare seriamente il perché gli attori sono atleti della recitazione.

Per alcuni attori la ricerca del personaggio può diventare quasi un’ossessione, ma non tutti sanno che lo stesso vale per gli atleti, soprattutto quelli di vertice, che raggiungono la perfezione della gestualità esecutiva al punto tale da essere “maniacali”, proprio come gli attori più bravi.

Attori o atleti

Perché gli attori sono atleti della recitazione

Novak Djokovic, detto “NOLE”

La maggior parte delle tecniche di recitazione che l’attore utilizza chiedono di raccogliere dal proprio patrimonio emozionale, quindi dal vissuto della persona.

L’atleta fa proprio esattamente lo stesso, soprattutto quando viene chiamato a dover gestire situazioni limite, dove solo il perfetto equilibrio psico-fisico può guidarlo sulla strada giusta per portare a casa un risultato positivo.

La perfezione alla quale l’atleta aspira non é solo relativa al gesto tecnico, ma riguarda la performance complessiva, quindi é inevitabile il fatto che bisogna considerare gli aspetti emotivi e mentali, come la motivazione e le capacità di attingere alle esperienze già vissute.

La capacità di raccogliere dalle esperienze del passato serve all’atleta non solo a strutturare dei processi mentali vincenti, ma anche ad organizzare e riorganizzare continuamente le tattiche e le strategie.

L’atleta fa uso, come l’attore, dell’auto-analisi come mezzo per la risoluzione delle problematiche che si trovano sul suo cammino.

Lo studio degli avversari, dei campi da gioco, delle strategie e delle proprie sensazioni, rendono questa figura (l’atleta) molto vicina ed in stretto collegamento con quella dell’attore e della sua preparazione alla performance sulle scene.

Alcune tecniche di recitazione

Mentre descriviamo solo qualche tecnica di recitazione, ricordiamo Robert De Niro nel suo dialogo allo specchio in Taxi Driver (film di Martin Scorsese), il quale è stato del tutto improvvisato.

  • METODO STANISLAVSKIJ – é la tecnica più famosa al mondo, fondata sull’auto-analisi, il realismo spirituale ed il richiamo emotivo della memoria. L’attore che la utilizza deve però restare nel personaggio anche fuori dalle riprese per raggiungere la completa immedesimazione. Fu creata da Konstantin Sergeevič Stanislavskij, attore e regista.
  • METODO DI LEE STRASBERB – affinché la sua performance sia ottimale, l’attore deve raccogliere le proprie esperienze e ricordi dal contesto della sua vita reale.
  • METODO DI STELLA ADLER – andare “oltre le proprie preziose esperienze interiori” utilizzando la propria immaginazione. Questo metodo é sviluppato sulle basi di quello di Stanislavskij, che poi era maestro della stessa Adler.
  • METODO di VIOLA SPOLIN – tecnica molto popolare di recitazione improvvisata, creata dalla docente di recitazione Viola Spolin. Strutturata su diversi giochi ed esercizi che servono a rendere gli studenti partecipi motivandoli a vivere il momento.
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