Quando Pep Guardiola andò a cena con Julio Velasco
26 Ottobre, 2019 414 Visualizzazioni

Quando Pep Guardiola andò a cena con Julio Velasco

Pep Guardiola ai tempi del Brescia, e dopo ben 11 anni al Barcellona, contattò Julio Velasco per parlare con lui di coaching, l’allenatore di calcio ha descritto più volte il pranzo avuto con l’allenatore.

L’incontro con Velasco

“Se vuoi allenare devi uccidere il giocatore che è in te”.

E’ una delle frasi che Julio Velasco disse a Pep Guardiola durante il loro incontro, e che segnò profondamente l’ex giocatore del Barcellona.

L’allenatore di calcio descrive di quando era a Roma, e di quando vide in tv un’intervista molto interessante dove il protagonista era l’allenatore del mitico team di pallavolo della nazionale italiana: la “GENERAZIONE DI FENOMENI”.

Guardiola racconta di come sia rimasto affascinato dalle cose che ha detto “il Maestro” e da come le ha dette e del perché alla fine decise di chiamarlo: “Salve signor Velasco, sono Pep Guardiola e mi piacerebbe invitarla a mangiare qualcosa insieme”

il coach di volley rispose: “Va bene, troviamoci per un pranzo”.

Le basi del coaching

Los INSTRUCCIONES de Julio Velasco

All’attuale allenatore del Manchester City rimase bene in mente un concetto fondamentale di Julio Velasco: “Pep, quando deciderai di allenare dovrai avere chiarissima una cosa: non provare a cambiare i giocatori, i giocatori sono come sono.

Ci hanno sempre detto che per il coach tutti i giocatori sono uguali, ma questa è la bugia più grande che esista nello sport. La chiave di tutto è saper toccare il tasto giusto.

Nei miei giocatori di pallavolo per esempio c’è qualcuno a cui piace che gli parli di tattica e così stiamo 4/5 ore a parlarne, perché so che adora farlo. Qualcun altro invece dopo 2 minuti già si è stufato perche’ non gli interessa e non vuole parlarne più.

Oppure qualcuno ama che parli di lui davanti alla squadra: del gruppo, delle cose buone o cattive, di tutto, perché così si sente importante. Altri no, non lo amano affatto, quindi portali nel tuo ufficio e digli quello che gli devi dire in privato.

Questa è la chiave di tutto: trovare il modo. E questo non sta scritto da nessuna parte. E non è trasferibile.

Ecco perché è così bello il nostro mestiere: le decisioni che ieri sono servite, oggi non servono più’…”

 

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