Salvare il mondo con l’educazione
1 Gennaio, 2020 478 Visualizzazioni

Salvare il mondo con l’educazione

Come ci spiegano tutti i grandi esperti di marketing, uno dei segreti per una comunicazione efficace, non è tanto nelle cose che dici, ma nel come le dici. Ma ancor più delle parole, possono parlare le azioni, ovvero, il famoso “body language” (linguaggio del corpo). Vediamo come salvare il mondo con l’educazione.

“La vera difficoltà nell’educazione dei figli, è che li si educa soprattutto inconsapevolmente. I bambini, infatti, hanno il pessimo vizio di farsi educare non tanto quando il genitore lo vuole e lo decide, ma in ogni momento passato insieme”.

Il Dottor Braina, è un pedagogo sardo, precisamente di Oristano, che sta riscuotendo molto successo in ambito pedagogico, grazie ai suoi particolari metodi di lavoro ed insegnamento per ciò che concerne l’educazione dei bambini.

Trattandosi di come educare i figli, capirete subito, quanto possa essere affascinante, ed al tempo stesso, difficile, portare avanti questa missione.

Non a caso abbiamo usato il termine missione. Infatti, il Dottor Braina, è convinto che, tramite l’educazione, sarà possibile “educare” e quindi cambiare il mondo.

Per conseguire il suo scopo ha creato un centro specializzato con finalità educative, che ha chiamato CREA.

Che cos’è il “Centro Crea”

Gli ostacoli alla relazione educativa

Il centro CREA, nasce con l’obiettivo di far convergere e sviluppare, le differenti storie ed esperienze di tutti coloro che, nel loro piccolo, svolgono funzioni di tipo educativo, come genitori, insegnanti ed operatori di vario genere in ambito formativo. Da questo “melting pot” di esperienze, nasce e si sviluppa, l’originale metodo di formazione ed istruzione che si applica all’interno dei centri.

L’approccio formativo si sviluppa su due livelli:

1. Metodo del dialogo emotivo

2. Sviluppo educativo di Comunità

Con il termine dialogo emotivo, parliamo di come educare un bambino non solo con le parole, ma con sentimenti, sensibilità, con le azioni che compiano quotidianamente, e soprattutto, come educare i figli senza urlare.

Rapportando questa tecnica non verbale della comunicazione in un contesto familiare, Braina ci spiega, come spesso ed involontariamente, educhiamo i figli senza rendercene conto. A tal proposito, riportiamo ciò che egli ci dice in merito a questo argomento:

Genitore in Azione, Genitore in Educazione

“Così un genitore che porta un bambino al mare, e pensa di educarlo dandogli un orario per il bagno, o dicendogli di rispettare gli altri bambini, rischia di ignorare di averlo già educato lungo il tragitto.”

Magari, rispondendo sgarbato al marito, alla moglie o al venditore ambulante, oppure, guidando la macchina mentre si telefona, non rispettando il limite di velocità e rallentando al solo sbucare della polizia, si sta dis-educando il bambino.”

Sono tutte azioni che portano il bambino, ad assimilare ed ha ritenere come giuste determinate situazioni, in quanto svolte dalla sua persona di fiducia, nonché educatore, ovvero il genitore.

Lo educhi in mille modi, col tono di voce al risveglio, con la quantità di sorrisi e di lacrime, con gli abbracci e le presenze, con le attenzioni e le mancanze.

Sarebbe bello, se si potesse staccare la spina dell’educazione, e decidere quando riattaccarla per poter dire al bimbo: “Ora guardami ed ora no

Ma non è così!!

E’ per questo che il genitore è il “mestiere” più difficile. Perché il bimbo ti guarda ogni momento, anche quando non lo vorresti, non lo pensi o non ne sei consapevole.

Educare i figli al rispetto è difficile, perché si educa con quello che si è.  Ed io, ad esempio, ci sono giorni che non mi piaccio per nulla.

Ciò che sei trasmetti. Il figlio che sei stato, ti rende il genitore che sei ora.”

Lo Sviluppo Educativo di Comunità

Gli input educativi possono arrivare in qualsiasi momento e da qualsiasi persona, sia da uno stretto componente della famiglia o meno.

Ma siamo tutti connessi tra noi, in un modo o nell’altro, e viviamo in una “costante comunicazione in divenire” con la nostra vita e le situazioni esterne a noi.

Quindi se il nostro nucleo familiare riuscisse a vivere in armonia nel rapporto tra genitori e figli, creando interconnessioni ed input educativi positivi, sia nei gesti, che nelle parole, nei sorrisi ed altro, creeremmo i presupposti affinché, la positività del proprio nucleo familiare, si estenda per riflesso a tutti coloro che ci sono vicino e viceversa.

In questo modo, se tutti ci impegnassimo nel creare questo “humus” positivo di sensazioni, educando senza strillare, ci sarebbe uno scambio energetico positivo, durante il quale, andremmo a comunicare, anche senza volerlo, istruzioni educative positive.

I bambini hanno un dono: sentono il desiderio che abbiamo per loro. Sentono, nel loro profondo, se un adulto ha curiosità, interesse e desiderio verso la loro vita.

E’ per questo, che per quanto ieri possa esserti sentita o sentito mancante nei suoi confronti, oggi, al risveglio, ti darà un’altra possibilità, e poi un’altra e un’altra ancora.

Perché loro sono fatti così, perdonano e guardano avanti. Scommettono sempre, se hai quel desiderio, sul domani e su te.

Per questo non ci si deve chiedere se si è sbagliato nei loro confronti, ma solo se li desideriamo realmente, e se si continua a farlo. Se così è, oggi è un buon giorno per ricominciare…

 

Foto raccolte da: 

 

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