Sinisa Mihajlovic ti vogliamo sempre in campo
21 Dicembre, 2019 95 Visualizzazioni

Sinisa Mihajlovic ti vogliamo sempre in campo

La vita a volte ci toglie improvvisamente il controllo di tutto quello che credevamo essere per noi certezza assoluta. Vogliamo per questo ripercorrere in breve alcune tappe della carriera di un giocatore che resta un esempio assoluto di “volontà” e di “resistenza”.

Il centrocampista

Il ricordo più vivido di Sinisa, per chi a vissuto gli anni ’90, resta certamente quello della sue punizioni incredibili.

Noi che viviamo da sempre lo sport, lo abbiamo in mente anche come modello di riferimento per un aspetto caratteriale positivo non trascurabile: la caparbietà.

Ricordiamo sempre con piacere le stagioni in cui il centrocampista, oggi allenatore del Bologna, giocava nella Lazio, nonché la stagione 1999/2000 nella quale la squadra bianco celeste vinse il suo secondo scudetto.

Come non può mancare nella testa di chi ha seguito il calcio che conta, l’immagine di Sinisa Mihajlovic insieme a Mancini nella Sampdoria.

L’allenatore

Se da giocatore fu addirittura oggetto di studio, da allenatore non stupisce affatto, anche perché ha riportato in panchina alcuni degli aspetti mentali che lo hanno caratterizzato e contraddistinto sui campi di calcio di tutto il mondo.

I ricercatori del dipartimento di fisica dell’Università di Belgrado studiarono il tiro di Sinisa e conclusero che la sua velocità massima si aggirava intorno ai 160 km/h.

Non vogliamo dilungarci sulla sua carriera da allenatore anche perché in quest’ultimo periodo ci sono notizie che superano ogni altra informazione, ed una di queste é senz’altro l’ultimo comunicato ufficiale del Sant’Orsola sullo stato di salute di Mihajlovic:

“Sinisa Mihajlovic è stato dimesso oggi, 22 novembre 2019, dall’Istituto di Ematologia Seragnoli, dopo essere stato sottoposto a trapianto di midollo osseo da donatore non familiare lo scorso 29 ottobre.

Le condizioni generali del paziente e gli esami ematologici sono soddisfacenti”.

Bologna città che sa amare

Il Santuario della beata Vergine sul Colle della Guardia é stato negli ultimi mesi raggiunto da migliaia di tifosi del Bologna.

Uniti per la lotta contro al leucemia hanno camminato insieme alla moglie Arianna Mihajlovic, guidati dal vicario pastorale per lo sport don Massimo Vacchetti.

All’allenatore del Bologna era stata diagnosticata una leucemia acuta ed era stato ricoverato presso il reparto di ematologia dell’Istituto Seragnoli del Policlinico Sant’Orsola, per le cure ed il trattamento chemioterapico.

OGGI MIHAJLOVIC E’ REGOLARMENTE IN PANCHINA CON IL BOLOGNA

 

Foto raccolte da:

 

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